Home . Notiziario . Spigolature assortite
Monsignor John Woolsey, oltre ad essere pastore di anime della comunità, aveva il compito di gestire le risorse finanziarie per mantenere la sua parrocchia nella diocesi di New York. Ma il monsignore era decisamente più sensibile alla bella vita che alla redenzione delle anime. Il prelato finirà, infatti, in carcere per aver sottratto alla sua comunità oltre 800 mila dollari.
Nonostante si fosse dichiarato pentito delle sue azioni, e per la sua clemenza si fosse mobilitato addirittura il cardinale Edward Egan, il prete si è visto condannato ad una pena detentiva variabile tra uno e quattro anni. Vedendolo sconcertato, però, il giudice ci ha tenuto a sottolineare: "La gente comune va in carcere per reati molto minori".
In effetti, il monsignore aveva addirittura truccato i libri contabili per coprire la mancanza dei fondi sottratti. E aveva speso i soldi rubati per il proprio costoso piacere personale: viaggi, iscrizioni a club esclusivi, orologi preziosi. Gli inquirenti non sono ancora riusciti a capire dove siano finiti 300 degli 800mila dollari rubati.
(da La Repubblica 23-09-06)


Manette al viceparroco della chiesa di S. Antonio. Padre Franco Marzioni, 63 anni, dell'ordine dei frati minori, che da anni vive tra i giovani e li aiuta a superare i problemi, tossicodipendenza compresa, è stato arrestato con l'accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Arrestato anche un giovane marocchino di 26 anni, Imad Lamrani, operaio residente a Moie [...] Lunedì notte i carabinieri della locale tenenza assieme al reparto Norm dei Carabinieri ispezionano la canonica e la stanza del frate dove trovano bilancini di precisione, piattini sporchi di cocaina e diverse sostanze da taglio. Risultato: padre Marzioni viene subito arrestato. Il religioso è stato interrogato per tutta la notte al comando dei Carabinieri di Falconara. Un interrogatorio per ora non approfondito, in cui però il frate, assistito dall'avvocato Emanuele Giorgini, avrebbe ammesso che la droga trovata nell'auto era sua.
(da Il Messaggero 12-07-06)


Tovaglie per altari, paramenti sacri, inginocchiatoi antichi, collezioni di stoffe e calici. I parrocchiani di Vetriano, Colognora di Pescaia e Celle di Puccini, tre paesini nella zona della Lucchesia, non sapevano di avere, nelle loro chiese, un patrimonio artistico di un certo valore. Rubato. Monsignor Giuseppe Ghilarducci, 70 anni, canonico della Cattedrale di san Martino, direttore dell'Archivio vescovile e del Museo del Duomo di Lucca, nonchè sacerdote nelle tre parrocchie, si trova ora agli arresti domiciliari con l'accusa di ricettazione. Sarebbe entrato in possesso di centinaia di oggetti d'arte trafugati da altre chiese in tutta Italia, che sono stati ritrovati in casa del prelato e nelle parrocchie in cui officiava.
I carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Firenze hanno perquisito la case del prelato e le parrocchie, dove hanno trovato centinaia di opere d'arte di provenienza ecclesiastica. Per la maggior parte degli oggetti è ancora da definire la provenienza, ma due calici risultano essere stati rubati a Roma e Terni, un piccolo altare di marmo proviene da Napoli, mentre un dipinto su tela del '600, rappresentante una "Vergine del Soccorso" ed opera di Giovanni Marracci, arriva dalla chiesa di Gello di Pescaglia, da dove era sparito.
Monsignor Ghilarducci, interrogato dal GIP, ha dichiarato di essere appassionato d'arte e di aver acquistato gli oggetti in perfetta buona fede. Gli investigatori stanno controllando anche i movimenti dei conti bancari del prelato e i contatti con i mercanti d'arte, in particolare quelli con cinque antiquari di Firenze e Lucca che intrattenevano rapporti di affari con il sacerdote.
(da CorSera 17-09-05)


Per il giudice è usura. Punto. Anche se l'imputato è un vecchio prete di periferia, 75 anni, 52 di sacerdozio, e tutto appare tranne che un cravattaro. Ma gli assegni sono lì a inchiodarlo. Nove mesi e dieci giorni di reclusione (con la condizionale, ci mancherebbe) e 20.000 euro di multa: così ha deciso il GUP di Cagliari Luisanna Melis.
Condanna per don Giorgio Pittau, dunque, nonostante gli sforzi dell'avvocato Ercole Ximenes che ha descritto un sacerdote poco attento alle cose terrene, ai soldi meno che mai. Basti pensare che, in ricordo del padre, brigadiere della Finanza, ha accolto col sorriso gli investigatori e ha parlato pure di quel che gli agenti ancora non sapevano: un assegno da 25 milioni in restituzione di un prestito da 20.
(da L'Unione Sarda 10-10-02)


Fra le opere d'arte ed i reperti archeologici di provenienza furtiva recuperati nelle scorse ore vi erano anche preziosi trafugati, anni fa, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Erbusco. Sono stati rinvenuti dai carabinieri che, dopo alcuni mesi di indagini, hanno fatto irruzione nell'abitazione di un sacerdote ad Afragola, nel napoletano.
Il prelato è stato quindi denunciato a piede libero per detenzione illegale di materiale archeologico e ricettazione. Opere, per un valore di oltre un miliardo di lire, custodite nell'abitazione del sacerdote che si è giustificato affermando di essere un amante di beni artistici ed archeologici e di averli acquistati, in passato, senza conoscerne la provenienza furtiva.
(da Giornale di Brescia 15-04-01)


Mercedes Bresso deve ridurre le esternazioni su religione, pillola abortiva, gay pride e coppie di fatto perché «ne va della tenuta stessa della coalizione». L'avvertimento arriva, all'unanimità, dalla direzione regionale della Margherita, che ieri ha discusso per più di due ore i contenuti dell'intervista rilasciata a La Stampa dalla presidente della Regione dove annunciava, in caso di conversione, la scelta di non abbracciare la fede cattolica e, semmai di preferire i valdesi.
L'avvertimento lo lancia il segretario regionale, il rutelliano Gianni Vernetti: "La Margherita non è interessata alle preferenze religiose della presidente ma alla sua capacità di risolvere concretamente i problemi della sanità, dello sviluppo economico e dei trasporti". Insomma, meno parole e più fatti, soprattutto se le parole "offendono il sentimento religioso della stragrande maggioranza dei piemontesi", come ricorda il presidente del Consiglio Regionale, Davide Gariglio [...]
Insomma, Bresso deve "tornare ad occuparsi del core business: il governo della regione. Non serve riaprire conflitti tra laici e cattolici", prosegue Gariglio. Per Vernetti "c'è un programma, applichiamolo. Del resto la percentuale di partecipazione della laica Torino al referendum sulla procreazione assistita dovrebbe far riflettere: non serve la contrapposizione e, soprattutto, il laicismo non è vincente".
(da La Stampa 04-10-05)


La Corte Distrettuale del Texas non si è ancora pronunciata in merito alla procedura giudizaria civile presentata contro Papa Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista: ma dopo l'intervento dell'Amministrazione Bush è assai probabile che la denuncia venga respinta.
Il vice ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Peter Keisler, ha infatti bloccato la procedura giudiziaria ricorrendo alla cosiddetta "suggestion of immunity", una misura legale che stando a quanto stabilito dalla Corte Suprema dev'essere obbligatoriamente recepita dai tribunali di grado inferiore.
Keisler ha ufficialmente informato il tribunale che Benedetto XVI gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che avviare il procedimento sarebbe "incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti", che dal 1984 hanno allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede. La stessa Ambasciata del Vaticano a Washington aveva chiesto all'Amministrazione di intervenire con la "immunity suggestion" e chiudere il caso.
(da CorSera 20-09-05)


Prima multato, ora sfrattato Padre Pio. La sua statua è stata spostata ieri mattina dagli operai del Comune: dai giardinetti di via Friuli, dove l'aveva amorevolmente collocata il signor Gianfranco, è finita nello spazio retrostante la chiesa di San Gabriele. Non è stato risparmiato il trasloco al santo, protagonista suo malgrado di una vicenda surreale che minaccia una sollevazione di quartiere. Pronta, infatti, una petizione di 140 firme, destinate a crescere, da indirizzare al sindaco perché San Padre Pio torni al suo posto, nei giardinetti. Proprio là dove il Comune dice che non può stare perché non autorizzato. E, infatti, sul devoto Gianfranco e su Padre Pio è piovuta una multa di 150 euro per occupazione abusiva di suolo pubblico, innescata dalla denuncia di un residente del rione, infastidito dalla statua.
L'assessore Sergio Marzetti aveva promesso il miracolo di togliere la multa e lasciare la statua al proprio posto. Ma si vede che ci vogliono ben altri santi in paradiso per avere ragione della burocrazia, insensibile anche al frate di Pietrelcina fatto santo e alla fine spostato dietro la chiesa, nello spazio che il Comune aveva invece autorizzato per la posa e che al signor Gianfranco non era piaciuto tanto quanto quell'angolo dei giardini sotto l'ombra degli alberi diventato meta di preghiera per i fedeli del rione. E ora devoti e scettici sono pronti alla difesa di Padre Pio; lo rivogliono dove stava. Gente battagliera alla quale non è sfuggita la velocità con cui il Comune ha rimosso la statua, ieri mattina presto; quello stesso Comune che, nonostante chiamato più volte per un lampione pericolante nella stessa zona, non è mai intervenuto.
(da Il Messaggero 26-06-05)


Dieci giorni di arresto con sospensione condizionale della pena per due responsabili di Radio Vaticana. È una sentenza storica quella emessa oggi pomeriggio a Roma sul presunto inquinamento elettromagnetico prodotto dall'emittente della Santa Sede il cui segnale è irradiato da Santa Maria di Galeria, a pochi passi da Cesano (nord della capitale).
Getto pericoloso di cose. Questo il reato, previsto dall'articolo 674 del codice penale e punito con l'arresto fino a un mese o l'ammenda fino a 200 euro, per il quale sono stati ritenuti responsabili padre Pasquale Borgomeo, direttore generale di Radio Vaticana, e, ma limitatamente al 2000, il cardinale Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione. Assolto, per non aver commesso il fatto, Costantino Pacifici, uno dei responsabili tecnici dell'emittente [...]
La decisione di oggi è arrivata a sei anni dall'apertura dell'inchiesta. Citofoni, lampadari e altri elettrodomestici che si trasformavano in duplicatori del segnale di Radio Vaticana, conversazioni telefoniche scandite dalle recite del rosario. Queste le molestie denunciate nel 1999 dai residenti di Cesano alle quali, successivamente, si aggiunsero anche denunce per malattie provocate dal superamento dei limiti di emissione delle onde elettromagnetiche.
(da Ansa 09-05-05)


È la Chiesa a decidere se possono o meno insegnare. Però è lo Stato che si impegna a garantire loro il posto di lavoro, anche nel caso in cui la Chiesa dovesse decidere che non sono più adatti all'insegnamento della religione cattolica. Faranno un concorso e non si ritroveranno iscritti in nessuna graduatoria, bensì in un elenco.
Insegneranno in una scuola, che chiederà la laurea anche agli insegnanti elementari, ma il loro certificato d'accesso, sarà un attestato di idoneità siglato dall'autorità ecclesiale. Infine, se verranno licenziati, lo Stato offrirà loro una corsia preferenziale per accedere all'insegnamento di altre materie. E a quel punto, grazie all'anzianità accumulata insegnando religione potranno scavalcare i loro colleghi che hanno superato un concorso e affrontato anni di precariato per vivere anche quest'ultima ingiustizia [...]
E c'è già chi, come i mazziniani d'Italia, fa appello al senato, che dovrà ora esaminare il disegno di legge, per bloccare un provvedimento che "ferisce ancora una volta i principi della laicità dello stato e della dignità della Costituzione" [...]
Quest'anno, per la prima volta, nella scuola italiana sono state bloccate le assunzioni. Nessun nuovo assunto, nessuna nuova immissione in ruolo, solo supplenze per tappare i buchi di una scuola che è ormai alla bancarotta. Per mancanza di fondi, nemmeno un insegnante precario ha potuto fare il salto che ora ventimila insegnanti di religione, tanto per cominciare, si preparano a spiccare.
(da L'Unità 05-12-04)


Padre Pio e gli anziani di Butera occasione di scontro nella seduta consiliare dell'altro ieri. In aula si discuteva di destinare 25 mila euro ai festeggiamenti per Padre Pio, in calendario per il 23 settembre al Piano della Fiera. I Liberalsocialisti rappresentati da Nunzio Chiolo ed indipendenti dai due schieramenti hanno proposto invece di destinare 10 mila euro al servizio di assistenza agli anziani che è in scadenza e che così non avrebbe avuto interruzioni. Senza offesa per padre Pio. Il Santo di Pietralcina, peraltro, la sua vita l'ha dedicata ai poveri ed ai più deboli.
Ma sia la maggioranza che l’opposizione hanno bocciato la proposta dei Liberalsocialisti, accusandoli di essere laici, quindi contro padre Pio ed i festeggiamenti in suo onore. Ma Chiolo ed il segretario cittadino Salvatore Pasqualino non ci stanno a passare come atei e nemici di Padre Pio. E precisano: "Noi siamo più devoti di loro a padre Pio, ma abbiamo ritenuto giusto limitare i fondi per la festa e non far soffrire gli anziani. Padre Pio approverebbe, anche perché c'erano già in bilancio 93 mila euro per le feste del 2004. Una somma sufficiente — dicono i due esponenti Liberalsocialisti — per organizzare le manifestazioni; gli avversari politici invece hanno colto il pretesto per dire che noi non rispettiamo Padre Pio. Nulla di più falso".
In questa vicenda dello scontro politico su padre Pio c'è un dato positivo: padre Pio avrà la sua festa a Butera, gli anziani continueranno ad avere il servizio. Così ha assicurato la maggioranza guidata dal sindaco Aldo Scichilone. Promessa verbalizzata negli atti consiliari su specifica richiesta di Chiolo.
(da La Sicilia 16-09-04)


La Ferrari realizzerà una macchina di Formula Uno per Papa Giovanni Paolo II. Ad annunciarlo è stato il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, spiegando che ''ho avuto l'onore di avere visto Sua Santità su una Ferrari spider nel 1989 fare un giro della pista di Fiorano, in visita alla Ferrari. Quindi il minimo che io possa fare, siccome quelli erano momenti in cui la Ferrari non aveva grandi successi, è preparare un modello tutto particolare di Ferrari Formula Uno per Sua Santità, consapevole che rispetto a quegli anni abbiamo fatto dei passi avanti''.
(da ASCA 13-08-04)


Fatti i conti, fra interessi legali e adeguamenti economici, sono più o meno 17 milioni. È l'ammontare della cifra che il governo si appresta a versare all'Acea per aver rifornito d'acqua, dal 1998 al 2003, la Città del Vaticano.
Un provvedimento, quello pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 9 luglio scorso, che viene da lontano. Precisamente dall'11 febbraio 1929, quando il "Trattato fra la Santa Sede e l'Italia" passato alla storia come i Patti Lateranensi fu firmato dall'allora capo del governo Benito Mussolini e dal cardinale Pietro Gasparri.
Il documento non lasciava adito a dubbi: "L'Italia provvederà affinché alla Città del Vaticano sia assicurata una adeguata dotazione di acque in proprietà, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati". Ma quella particolare disposizione sulla fornitura d'acqua, contenuta nell'articolo 6 dei Patti Lateranensi, era da allora rimasta applicata a metà. Nel senso che lo Stato aveva effettivamente provveduto a rifornire le condotte vaticane, ma senza mai pagare il proprio ente che materialmente se ne occupava: il Comune di Roma fino al 1998 e poi l'Acea.
Ora però il governo ha deciso di accogliere le richieste dell'Acea. E lo ha fatto con il decreto emanato dal Presidente del consiglio il 23 aprile scorso: "Il nostro contenzioso con lo Stato risale al 1998, da quando cioè ci siamo costituiti in SPA — spiegano in azienda — Avevamo chiesto 25 milioni, finora non ci era stata data alcuna risposta, ma sapevamo di avere ragione".
(da CorSera 22-07-04)
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