Sono gli ingredienti di una storia ancora tutta da sviscerare, finita sotto la lente del magistrato Michele Incani. Protagonisti due sassaresi, I. S., 25 anni, e P. S., 35, e un prete di frontiera, conosciuto da tutti per impegno e battaglie sociali, in difesa dei suoi parrocchiani.
A dispetto delle mezze ammissioni iniziali, potrebbe essere rimasto vittima di una congiura, architettata da due malviventi col vizio delle registrazioni proibite, video e audio. Le indagini si sono chiuse con due indagati per tentata estorsione. I fatti sarebbero stati commessi fra il 6 e il 24 ottobre dello scorso anno.
È un giorno d'autunno quando il prete viene avvicinato da P. S.: è lui che ha il compito di battere cassa per quel peccato dentro il confessionale. «Abbiamo le prove dei tuoi giochetti hard, è tutto in una cassetta audio. Se non vuoi scandali sborsa 5000 euro con vaglia on line. Altrimenti divulgheremo il contenuto delle registrazioni e per te sarà la fine».
Il prete non si scompone, nemmeno quando viene sentito dai carabinieri. Sulle prime sembra ammettere che ci sia stata una relazione occasionale fra lui e quello che ora è diventato il suo ricattatore. In un momento successivo viene sentito dal magistrato. Negli uffici di via Roma avrebbe fatto marcia indietro.
Dai carabinieri si è confuso, voleva soltanto andare via il più in fretta possibile, la mente sconvolta dall'enormità delle accuse e dalle possibili conseguenze. No, quella cassetta non può esistere perché fra lui e quel ragazzo non c'è mai stato nulla. Quindi passa all'attacco e denuncia di essere rimasto vittima di due delinquenti. Il lavoro del magistrato non è semplice.
(da Unione Sarda 20-03-04)


Don Giuseppe Noto, parroco a Castelvetrano, un paese in provincia di Trapani, lascia la Chiesa per andare a vivere con la donna che ama. Di possibilità che torni sui suoi passi, che ritorni cioè a svolgere il suo ministero dopo la "fuga" d'amore con l'ex fidanzata di un amico, conosciuta in parrocchia, non sembrano essercene.
Il sacerdote ammette tuttavia di avere compiuto degli errori: "Alla luce dei fatti, tornando indietro e con il senno del poi, avrei agito diversamente. Non sarebbe cambiata la sostanza ma la forma sì, sicuramente. Avrei dovuto avvertire prima di tutto il vescovo e spiegargli i motivi della mia scelta".
(da La Sicilia 04-06-04)


Fatale per una giovane donna di Gela (CL) frequentare la parrocchia. La donna, una trentacinquenne sposata e madre di tre figli, si è innamorata del prete e ha avuto con lui una relazione durata due anni.
Il marito, un operaio, anche lui credente e praticante della stessa parrocchia, scoperta la relazione ha ripudiato la moglie portandola in tribunale. Al termine della "guerra coniugale" i figli sono stati affidati al padre. Alla donna infedele niente casa né assegno di mantenimento.
(da La Sicilia 07-08-04)


Un extracomunitario voleva soldi. In caso contrario avrebbe divulgato sexy-foto con loro due protagonisti. Un cappellano sotto ricatto, ma il prete s'è rivolto ai carabinieri, che hanno arrestato l'immigrato per tentata estorsione.
E la coscienza? Con la giustizia dovrà cavarsela il marocchino, che è accusato di estorsione ed è stato anche in galera. Ma il prete dovrà vedersela direttamente con Lui, lassù. Perchè se per gli uomini è reato fotografare un cappellano in pose hard per poi ricattarlo, immaginiamo che il Padreterno non sia per niente orgoglioso di sapere che un suo sacerdote si porta a casa di sera un nordafricano incontrato sul sagrato della chiesa per guardare una videocassetta porno.
Protagonisti di questa storia un sacerdote, don Nico, originario della provincia, dove è stato per anni in una parrocchia, e adesso vice parroco nel veronese, e un magrebino Y.S. ventiseienne, operaio. Il giovane straniero, assistito dall'avvocato Fabio Targa, è comparso davanti al giudice monocratico che lo ha scarcerato. Nella motivazione il giudice dice che il prete ci ha messo anche del suo per far nascere questa squallida vicenda.
(da Il Gazzettino 22-07-04)


Un frate dei Servi di Maria, al secolo Mauro De Santis, 67 anni, è stato arrestato per violenza sessuale a Marina di Carrara, dove reggeva la parrocchia della Sacra Famiglia. Il religioso è agli arresti domiciliari a Firenze, nella Casa provinciale del suo ordine.
Secondo l'accusa, le donne straniere clandestine, che si rivolgevano al sacerdote per un'occupazione, venivano costrette a concedersi sessualmente in cambio di promesse di lavoro. L'arresto è scattato dopo la denuncia di alcune donne (sembra cinque) e tre mesi di indagini.
(da CorSera 19-03-03)


Prete e omosessuale. E per questo ricattabile. Uno zio e un nipote di Castelfranci, un comune in provincia di Avellino, hanno messo a punto un piano per riuscire a fare soldi sfruttando la debolezza del parroco del paese. Quando i carabinieri li hanno arrestati, hanno trovato anche le prove del ricatto che i due avevano incominciato a mettere in atto.
B.C., il nipote di F.S., ha 19 anni. Da qualche mese, secondo le indagini, aveva una relazione con il parroco cinquantenne del piccolo paese irpino. Relazione più che clandestina e più che pericolosa per il prete. Tanto pericolosa che lo zio del giovane, sempre secondo gli investigatori, avrebbe suggerito al nipote di scattare una foto durante un momento di intimità tra lui e il sacerdote.
Dopo qualche settimana cominciano le richieste di denaro: per non divulgare quella fotografia, zio e nipote pretendevano 100 milioni. Altrimenti? Altrimenti, il ricatto più pesante: la foto sarebbe stata posta su un volantino e affissa in ogni angolo del paese. La foto del prete con il giovane e una sola scritta: "Ecco il vostro parroco". A questo punto, il prete si rivolge ai carabinieri di Montella e scattano le indagini. Il procuratore capo della Repubblica di Sant'Angelo dei Lombardi, Mario Pezza, chiede l'arresto dei due presunti estorsori. Il gip convalida la richiesta. Il ragazzo ottiene gli arresti domiciliari, lo zio finisce in carcere. Nel corso delle perquisizioni in casa dei due è stata ritrovata la foto compromettente e 14 volantini pronti per essere affissi.
(da Repubblica 05-08-00)
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Prima di fare esplodere la sua follia omicida è stato notato da un collega in una cella, al buio, a pregare in ginocchio con la Bibbia in mano, l’ispettore di polizia penitenziaria Mauro Falcone, di 39 anni, originario di Piazza Armerina (Enna), che la notte scorsa nel carcere di massima sicurezza di Bicocca di Catania ha ucciso l’agente Davide Aiello, di 32 anni (...) Falcone aveva finito il suo turno di lavoro a mezzanotte, ma si era intrattenuto con i colleghi per un’ora e mezza. Poi è andato a prendere un caffè con un agente; all’improvviso, come se si fosse ricordato di avere qualcosa da fare è tornato indietro, ha incontrato Aiello contro il quale ha sparato l'intero caricatore della pistola d’ordinanza. Poi si è seduto e ha pronunciato delle frasi senza senso come «Satana» e «il male assoluto».
In passato all’ispettore che soffriva di violente crisi depressive una commissione medica aveva vietato l’uso della pistola, che gli era stata successivamente restituita.
(da Gazzetta di Parma 01-07-09)


Il cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo, presidente del pontificio Consiglio per la Famiglia, ha annunciato che l'equipe medica che ha interrotto a Bogotà la gravidanza di una bambina di undici anni violentata dal patrigno è da ritenersi scomunicata. Lo scrivono tutti i media colombiani. ''Tutte le persone che hanno partecipato all'intervento medico - ha commentato Lopez Trujillo - sono dei malfattori perchè hanno stroncato la vita di un innocente prima della nascita''. Il porporato colombiano ha ricordato in una intervista con l'emittente radiofonica RCN che in base all'articolo 1398 del Codice di diritto canonico, qualsiasi persona che pratichi l'aborto, o sia complice in esso, è automaticamente oggetto della massima pena prevista dalla Chiesa.
L'interruzione della gravidanza sulla bambina è stata realizzata nell'Ospedale Simon Bolivar di Bogotà grazie ad una sentenza della Corte costituzionale che in maggio ha depenalizzato l'aborto nei casi di stupro, rischio di malformazione del feto e pericolo di vita per la madre.
(Ansa 30-08-06)


Cede il basamento del crocifisso e la struttura in ferro travolge una donna, uccidendola. A Mogorella, un piccolo centro in provincia di Oristano, Paoletta Orrù, 38 anni, è morta schiacciata dal crocifisso in ferro che sovrastava l'entrata della chiesa di San Lorenzo. Sul sagrato, insieme con lei e molti compaesani che non avevano trovato posto all'interno, anche la sua famiglia, il marito e i due figli di nove e un anno e mezzo. La donna, originaria di Allai, era a Mogorella per la festa del patrono, San Lorenzo, che viene celebrata oggi [...]
I soccorsi sono scattati immediatamente ed è stato richiesto anche l'intervento di un elicottero, ma i sanitari dell'ambulanza si sono resi conto che la donna è morta sul colpo, il cranio schiacciato dal crocifisso di ferro. Paola Orrù era arrivata solo ieri in Sardegna, proprio per assistere alla festa del paese. Sposata con un agente di polizia penitenziaria originario di Mogorella, viveva infatti a Voghera [...]
(da La Repubblica 10-08-05)


"Quella foto non può essere tollerata. Rappresenta una donna con dei jeans e niente di sopra. Soltanto le braccia conserte le coprivano il busto". Suor Puya, la madre superiora dell'ordine di Madre Teresa di Calcutta a Palermo, lo ammette senza imbarazzo. "Siamo state noi, a strappare quella fotografia. Non era adatta per stare sul muro di un convento". La "furia" iconoclasta delle "suorine" che operano alla Kalsa si è abbattuta su una gigantografia del fotografo americano David La Chapelle, che ha subìto pure l'onta d'essere imbrattata con della vernice. L'artista è stato chiamato dall'amministrazione comunale ad abbellire le facciate della vasta spianata attorno al piccolo convento.
(da La Sicilia 10-08-05)


Colta da un raptus, una donna dominicana di 40 anni ha assalito la figlia di 8 anni a morsi, staccandole parzialmente il lobo di un orecchio. È avvenuto ieri pomeriggio, a Gazzo Padovano. La madre è stata arrestata dai carabinieri, mentre la bimba si trova in ospedale a Padova, con una prognosi di 30 giorni. Secondo quanto riportano i quotidiani locali, la donna, che viveva con fanatismo la fede religiosa, avrebbe detto di essersi scagliata contro la bambina dopo avervi visto il volto di Satana [...]
La donna, apparsa in un forte stato confusionale, con in mano una copia della Bibbia, ha acconsentito a salire sull'autoambulanza solo dopo aver eseguito una sorta di "benedizione" del mezzo sanitario. Ora si trova in stato di arresto, per maltrattamento di minore aggravato dalle lesioni permanenti inferte, piantonata nel reparto psichiatrico dell'ospedale. Agli investigatori che l'hanno arrestata, la donna avrebbe spiegato confusamente che lei e la figlia dovevano morire entrambe: "Devo portarla in Paradiso con me", ha aggiunto.
(da ANSA 30-05-05)


Ha acceso un lumino per il papa, ed ha mandato a fuoco la casa. È successo a Spoleto, e per la responsabile, una donna che vive sola, nessun danno. "Per miracolo", ha detto, "perché il papa mi ha salvata". La donna, alla notizia della morte del Santo Padre, aveva acceso il lumino e l'aveva sistemato sulla vasca da bagno. Questo, però, durante la notte s'è ribaltato ed ha provocato un incendio che ha distrutto l'impianto elettrico e idraulico dell'appartamento. Ingenti i danni.
(da ANSA 03-04-05)


"In seguito al parere negativo dell'Istituto per l'Autodisciplina Pubblicitaria, Palazzo Marino ha rifiutato la richiesta d'affissione della campagna che riproduce questa Ultima Cena di tutte donne, meno uno. Secondo l'Istituto [...] l'Ultima Cena «richiama inevitabilmente le fondamenta stesse del credo cristiano, ovvero l'Istituzione dell'Eucarestia (maiuscolo nella fonte, NdT), il simbolismo della messa, il suo perpetuarsi nel culto. Una siffatta rappresentazione [di elevata concentrazione di simboli teologici], non può essere ripresa, e perdipiù fatta oggetto di parodia (!) a fini commerciali, senza che le convinzioni religiose di almeno una parte della popolazione [...] ne risultino offese»".
(da La Sicilia 04-02-05)


Un uomo di Taiwan è sopravvissuto con alcune ferite ed escoriazioni dopo aver tentato di "convertire" al cristianesimo due leoni dello zoo cittadino. Chen Chung-ho (questo il nome) era saltato dentro il recinto dei leoni del Taipei City Zoo di Mucha, e, sollevando le mani sulla testa, grida alle due belve: "Gesù vi salverà! Venite a mordermi!".
In un primo tempo, i "gattoni", che stavano sonnecchiando sotto un albero, non avevano prestato attenzione al molestatore; ma alla fine lo attaccarono, ferendolo agli arti. I due leoni si ritirarono solo quando il 46-enne si mise le mani al petto per pregare. Dopo una ventina di minuti di sbigottimento, lo staff dello zoo usò delle pompe ad acqua per disperdere le bestie, calmandole con pistole tranquillanti.
Il soccorso è stato portato all'ospedale Wan Fang per essere curato. I responsabili hanno osservato che Chen avrebbe corso rischi ben più gravi, se i leoni non fossero stati già abbondantemente nutriti poco prima.
(da Ananova 05-11-04)


L'incidente è avvenuto in un suburbio di Detroit. Stando alla Detroit Free Press, l'assassino ha dichiarato d'essere un Eagle Scout. Poco prima d'essere ucciso, la vittima, 62-enne, aveva detto all'assalitore che nulla avrebbe potuto fargli credere nell'esistenza di dio. Quando l'assassino gli ha chiesto fin quando avrebbe continuato a non crederci, egli rispose: "Non fin quando Gabriele avrà suonato la sua tromba".
"L'ho fatto perché era malvagio: non era un credente", ha affermato l'assassino, che ha precisato d'aver ucciso "l'anticristo, il diavolo in persona". Alla stazione di polizia ha aggiunto di credere che esiste un dio. E poi si è corretto: "Ma forse non c'è".
(da HNN 11-11-04)


Daniel Bittle vuole portare una croce da Phoenix a Tucson per raccogliere fondi a favore della Church on the Street, che serve i poveri, i senzatetto, gli ex-carcerati, alcolizzati e drogati [...]
Bittle dice d'essere stato violentato da piccolo, e d'essere cresciuto con molta rabbia; è stato incarcerato già a dodici anni, ed ha frequentato cinque centri di riabilitazione. Finalmente, a settembre, "la vergogna, la colpa e la disperazione sono diventati insopportabili. Ho invocato dio, dicendo: «Gesù, fammi vedere se sei vero. Ti servirò e non mi vergognerò». In quel giorno cambiai".
Gente come Bittle, dice Walt Rattray, pastore della chiesa [...] "devono avere una casa. Daniel è un cristiano, ed ha scelto di venire qui". La chiesa coordina un campo che Rattray chiama "luogo d'iniziazione cristiana", che trasforma i suoi fedeli in "soldati cristiani". "Il loro scopo è quello di cambiare noi stessi per Gesù cristo" dice Bittle. "Essi mi hanno nutrito, vestito, indottrinato e disciplinato. Ora io servo dio, non me stesso".
Bittle vuole portare la croce per mettersi alla prova, e per raccogliere fondi; ma non è tutto. "Il motivo principale è che questa croce è uno strumento di testimonianza di Gesù cristo" precisa. Durante gli allenamenti [...] egli ha avuto modo di interagire coi passanti. "Essi mi dicevano che Gesù non aveva questa ruota" dice, alludendo alla ruota che sostiene la croce: "Io rispondo che non sono Gesù...".
(da The Arizona Republic 02-10-04)


Una donna di 67 anni è morta perché colpita alla testa da una croce in ferro che era posta sopra un monumento al centro della piazza principale di Sant'Onofrio, nel Vibonese. Maddalena Camillo stava passando casualmente vicino al monumento quando la croce, alta circa tre metri e illuminata la notte da neon di color azzurro denso, è caduta e l'ha colpita in testa fracassandole il cranio.
Nel momento in cui si è verificato l'incidente erano in corso dei lavori per la festa dedicata appunto alla Santa Croce, uno dei simboli di Sant' Onofrio. Dopo la morte della donna i festeggiamenti, che avrebbero dovuto proseguire fino a domenica 26, sono stati sospesi. Il monumento è stato realizzato nei primi anni del secolo scorso.
(da CorSera 23-09-04)


Un prete cattolico è stato arrestato per l'omicidio di una suora avvenuto 24 anni fa a Toledo, nello stato americano dell'Ohio. Il caso è stato riaperto poco tempo fa dopo la testimonianza di una donna che ha portato gli inquirenti sulla pista dei riti satanici. E così le accuse sono piovute sulla testa di Gerald Robinson, cappellano 63enne dell'ospedale della Misericordia, dove fu rinvenuto il cadavere della vittima.
La vicenda non è stata del tutto chiarita con l'arresto di padre Robinson. Il prete sarebbe uno dei protagonisti di uno squallido giro di satanisti dediti a riti e messe nere con il sacrificio di vite umane. E l'omicidio di suor Margaret Ann Pahl, 71 anni, in servizio nello stesso ospedale del suo presunto assassino, potrebbe essere uno dei tanti sacrifici di umani della setta. Il cadavere della suora fu trovato il 5 aprile 1980 nella cappella dell'ospedale della Misercordia, con le braccia conserte e circondato da candele.
Già allora la polizia concentrò le indagini su padre Robinson senza tuttavia trovare prove sufficienti per incastrarlo. Secondo gli inquirenti, l'omicidio alla Misericordia sarebbe stato parte di una cerimonia satanica officiata dallo stesso Robinson. Ma il legale del sacerdote, John Thebes, non ha mostrato preoccupazione per le accuse a carico del suo assistito: "L'unico motivo per cui la polizia non ha trovato niente 24 anni fa è che gli indizi erano insufficienti e non mi pare che nel frattempo ne siano stati prodotti altri", ha dichiarato. Fu proprio padre Robinson a celebrare il funerale di suor Margareth.
(da TgCom 27-04-04)


La corte di Milwaukee ha condannato a soli diciotto mesi di carcere un anziano seguace religioso, reo d'aver soffocato un minorenne epilettico dopo un rituale esorcistico, avvenuto l'anno precedente. L'incidente era accaduto nella Faith Temple Church of the Apostolic Faith di Milwaukee, quando Ray Hemphill (questo il nome dell'omicida) aveva schiacciato la casa toracica di Terrance Cottrell Jr., otto anni, nel tentativo d'espellere i "demoni" dal ragazzo. Quest'ultimo è stato trovato addirittura bagnato nella sua stessa urina, quando gli astanti realizzarono che non respirava più.
Hemphill non è stato accusato d'omicidio, poiché il suo avvocato ha avanzato che il ragazzo era deceduto per una "overdose di medicazione"!
"Questo è un classico caso in cui i giudici attenuano la punizione di certi malfattori semplicemente perché il loro crimine ha una cosiddetta motivazione religiosa" ha commentato Tim Gordinier, direttore dello Institute for Humanist Studies. "Le autorità avrebbero dato il fatto loro a chiunque altro: ma, per un qualche motivo, chi è collegato a letali pratiche superstiziose è spesso e volentieri trattato coi guanti gialli".
In parecchi stati si continua ad indulgere sulle pene inflitte, o addirittura a lasciar passare la cosa, se i malfattori hanno dei "motivi religiosi" per abusare dei bambini. Questo accade di frequente quando i genitori pregano affinché il bambino sia curato, anziché portarlo all'ospedale per ricevere cure e trattamenti reali.
(da HNN 19-08-04)


I tifosi di calcio di tutta Italia potranno andare nel'aldilà accompagnati dalla propria fede calcistica. Per chi pensa di provare un amore eterno, che oltre la vita, per la squadra preferita, un'agenzia di pompe funebri nel Savonese ha ideato le "bare gagliardetto", dipinte con i colori delle squadre di serie A, B, C, fino ad arrivare ai campionati dilettanti (prima categoria). Il catalogo è già disponibile in alcune zone della Liguria.
(da Datasport 17-08-04)


Bambini di 9 e 10 anni percossi con mazze da baseball e pizzicotti, i più vivaci costretti a dolorose punizioni corporali. Quello che doveva essere — ed è stato secondo il parroco, che respinge ogni accusa — un gioioso campo scuola sotto le ali "protettive" della parrocchia si sarebbe trasformato in una esperienza da incubo e quasi da "lager" a quanto accusano un gran numero di genitori di 52 bimbi di quarta e quinta elementare di Maerne, che chiamano in causa un animatore, una animatrice, un diacono e, come responsabile del campo, il parroco, don Giorgio Piva [...]
I genitori hanno iniziato a interrogare i figli anche alla luce dei loro comportamenti — chi non riusciva più a dormire, chi non voleva stare a casa da solo — e sono venuti a galla racconti raccapriccianti: un animatore per dare ai maschietti il segnale che era ora di dormire e di svegliarsi li avrebbe colpiti regolarmente con una mazza mentre il trattamento riservato da un'animatrice alle femminucce sarebbe consistito in violenti pizzicotti sulle braccia, per non parlare di certe punizioni come quella di camminare con le ginocchia sui sassi inferta ai più turbolenti dal diacono. Rapido giro di telefonate e i genitori non solo hanno scoperto che le versioni dei figli per lo più collimavano ma anche che le ecchimosi che presentavano, e credevano si fossero procurati giocando, erano tutte sullo stesso punto, le cosce o le braccia [...]
«Io ero presente e posso garantire che è stato un campo scuola sereno, percosse e violenze non ne sono state fatte in alcun modo, non vi è stata alcuna violenza fisica né intenzionalmente cattiva da parte di nessuno sui ragazzi», ribadisce don Piva, che attribuisce i loro racconti a «reazioni di carattere emotivo per qualche rimprovero fatto in maniera più forte e che hanno preso male»: per il parroco le ecchimosi i bambini se le sarebbero prodotte «facendo la lotta tra loro». Una versione, questa, confermata da diversi altri genitori e da persone presenti a Gallio in quei giorni. Ma le famiglie che accusano stanno meditando di denunciare tutto anche ai carabinieri.
(da Il Gazzettino 24-07-04)


Padre Fedele Bisceglia, il frate cappuccino missionario, capo degli ultrà del Cosenza calcio e da alcune settimane presidente della società, è stato ricoverato dopo un improvviso calo di pressione.
Padre Fedele da alcuni giorni ha attuato lo sciopero della fame per sollecitare la riammissione alla C1 della sua squadra, che è stata esclusa dai tornei professionistici. Il suo medico curante ha ritenuto opportuno disporne l'immediato ricovero nella Casa di cura La Madonnina di Cosenza.
"Dai primi accertamenti clinici — si legge in un comunicato dell'Oasi francescana di cui Bisceglia è animatore — è emerso che il frate presenta un effettivo stato fisico di indebolimento dovuto al digiuno iniziato da domenica pomeriggio. I poveri e gli operatori dell'Oasi francescana, che avevano notato già da ieri un calo d'umore di padre Fedele con evidenti stati confusionali e di stanchezza, sono preoccupati e chiedono continuamente sue notizie".
(da CorSera 17-07-04)


"Mi sento perseguitato come Gesù". Lo ha detto padre Fedele Bisceglia al momento dell'arresto con l'accusa di avere violentato una suora. "Questa donna è una pazza — ha aggiunto — le dichiarazioni della suora che mi accusa non sono vere". Ma da quanto si apprende da fonti investigative ci sono altre tre donne che dichiarano di avere subito violenze. Il religioso è stato portato al carcere di Cosenza. Per Antonio Gaudio, impiegato dell'Oasi francescana, disposti invece gli arresti domiciliari.
(da ANSA 23-01-06)


L'espressione è di quelle magiche che fanno scattare l'attenzione nell'assordante bazar mediatico: «peccato virtuale». Una nuova diavoleria (in senso letterale: tentazione diabolica) che entra in clausura. Un subdolo colpo di coda del tentatore. Un aggiornamento del dramma manzoniano della Monaca di Monza: «E la sventurata rispose...». Ora, al chat di un Egidio cibernetico. Senza tanti svolazzi ma con la concretezza pedagogica di una superiora che ha a che fare con novizie e giovani consorelle, suor Emma Zordan, segretaria dell'Usmi (Unione superiore maggiori d'Italia), ha lanciato l'allarme sulla nuova categoria del «peccato virtuale»: «Non è strano che pure le giovani in formazione possano sperimentare un contatto più profondo attraverso una sessualità virtuale fatta di scambio di immagini o di confessioni e fantasie per arrivare poi in seguito a veri e propri comportamenti illeciti e patologici».
Spetta alle educatrici, ha aggiunto, «migliorare la comunicazione interna nelle comunità», innalzare «il livello di appartenenza comunitaria che rafforzi l'identità carismatica» e insegnare un «uso intelligente» dei mezzi di comunicazione. Anche nelle comunità monastiche e religiose di vita attiva, Internet può veicolare grandi opportunità di apostolato e di dialogo ma anche tanta "polvere di strada" e costituire una pericolosa alternativa alla comunità. Infatti, madre Zordan ha denunciato il pericolo che «il collegamento virtuale stacchi le giovani in formazione dal riferimento alle comunità reali», producendo «incomunicabilità e isolamento». Ma non solo: «Potrebbe venirsi a creare una frattura da ciò che si è a ciò che si vorrebbe essere. Tale situazione, se protratta nel tempo, potrebbe portare ad una forma di schizofrenia, bloccando il processo formativo e compromettendone l'identità».
Ne ha parlato ad un convegno su "Vita consacrata e cultura della comunicazione", organizzato dall'attivissimo Ateneo Pontificio "Regina Apostolorum" dei Legionari di Cristo e dalle Edizioni San Paolo, leader nell'editoria cattolica italiana. Sacerdoti e suore si sono interrogati sull'uso di Internet, giornali, radio, televisioni, agenzie di stampa. Non c'è stata, però, alcuna demonizzazione dei media. La Chiesa invita però al rispetto dei principi etici. Come ha ricordato l'arcivescovo John Patrick Foley, presidente dei dicastero vaticano dei media. «Questi tre — ha precisato — dovrebbero essere i principi dominanti nella vostra vita: la verità, la dignità dell'individuo e il bene comune. Se tutti i comunicatori fossero sempre guidati da questi tre principi, il nostro mondo sarebbe un posto più felice».
(da Il Messaggero Caltanet 20-03-04)


Manjula Kindo (14 anni), del distretto di Deogarh, è stata soggetta a torture psico-fisiche da parte della sua "datrice di lavoro", una suora, e dei suoi amici cristiani: la sua colpa era quella d'essere induista [...]
La suora aveva portato con sé la giovane in un viaggio a Mumbai: ivi, Manjula è stata maltrattata dai cosiddetti seguaci dell'amore e della compassione. Lontana dai genitori, è stata lasciata senza cibo per giorni e picchiata ripetutamente dai suoi "ospiti", "veri demoni incarnati", ha detto. Quando la giovane ha tentato di sporgere denuncia alla polizia locale, la suora l'ha fatta arrestare: e, mentre si trovava in carcere, trattava i genitori come servi, rimandando di giorno in giorno il ritorno di Manjula a Deogarh. La polizia di Mumbai la inviò poi a Berhampur, Orissa; qui, Manjula riuscì a comunicare il suo caso alle autorità, e i suoi parenti furono convocati a Berhampur. Finalmente, la poveretta fu ridata ai genitori il 19 novembre.
Questo è accaduto in quella stessa Deogarh dove la fraternità cristiana ha mostrato disappunto per un presunto rogo di Bibbie.
(da The Organiser 15-12-03)


Un uomo che stava attendendo al noviziato francescano ha ammesso d'aver ucciso un parroco cattolico, che supervisionava al suo lavoro, e d'aver incendiato il rettorio per "nascondere" il crimine.
Daniel Montgomery (questo il nome) si è dichiarato colpevole d'omicidio e incendio doloso a carico del reverendo William Gulas, pastore della chiesa di San Stanislao. Montgomery si era precedentemente dichiarato innocente nei primi due appelli; poi ha ammesso quietamente la colpa, ed ha chiesto scusa alla famiglia dell'ucciso, prima che il giudice lo condannasse a ventiquattro anni di galera.
"Sono molto dispiaciuto per quel che è successo" ha detto Montgomery. "Spero e prego sinceramente che potrò essere riabilitato, in onore della memoria di padre William". Gli accusatori avevano pensato di suggerire la condanna a morte alla corte.
(da Associated Press 02-12-03)


Le nuove streghe. Non ci sono più dubbi. Le streghe del duemila, da cacciare, insultare e bruciare sono le veline. Il dibattito è stato scatenato dal Corriere del Mezzogiorno di Marco Demarco. Sul dorso napoletano del Corsera, la scomunica è arrivata da don Antonio Riboldi: "Puntare a fare la velina è peccato, si va contro il sesto comandamento, si dimenticano la modestia e la castità".
La difesa delle streghe desnude è arrivata un po' a sorpresa da don Vitaliano della Sala, il parroco no global amico di Caruso e Casarini: "Perché una ragazza di paese che non ha tanti sbocchi davanti a sé non deve poter sperare di affermarsi nello spettacolo facendo la velina?". Chissà che in cambio le veline non comincino ad andare ai cortei no global. Ce ne sarebbe bisogno.
(da Il Riformista 01-08-03)


Centinaia di fedeli del villaggio di Taarbaek hanno preso le difese del loro pastore, dopo che era stato sospeso per aver dichiarato di non credere in dio (nonché nel Genesi e nell'Aldilà, NdR), ed hanno richiesto il suo reinsediamento. Per protesta, i parrocchiani hanno condannato la chiesa luterana statale per la decisione di sospendere il 55-enne Thorkild Grosboell, dopo la preoccupante dichiarazione rilasciata ad un quotidiano la settimana precedente [...]
Il vescovo Lise-Lotte Rebel aveva sospeso il pastore Grosboell, definendo i suoi commenti "totalmente inaccettabili", ed ordinandogli di rilasciare una dichiarazione per "chiarificare che non desiderasse seminare il dubbio, ma piuttosto aprire un dibattito".
(da Religious News Online 14-06-03)


Babbo Natale è avvertito: meglio controllare i doni sotto l'albero. Potrebbe trattarsi di materiale assai pericoloso per i bambini: addirittura capace di aprire le porte ai demoni. L'annuncio-choc arriva da padre Gabriele Amorth, presidente internazionale degli esorcisti, il quale mette in guardia i genitori dall'acquistare giochi dannosi per la crescita spirituale e psicologica dei bambini.
"Gira materiale ludico chiaramente satanico — avverte padre Amorth — ma abilmente camuffato sotto le candide vesti di doni divertenti per bambini. Mi riferisco ai tanti giochi di magia, alle bambole con abiti intercambiabili da strega e relativa scopa, alle formule magiche da usare e alle pozioni colorate da bere, ai tanti libri da apprendista streghetta e pure ai tanti siti Internet zeppi di magia".
E aggiunge: "Questi giochi, molti dei quali sono nati sulla scia di Harry Potter, aprono la porta agli spiriti immondi. Basti pensare che in Inghilterra, ma anche in Italia sono già in funzione le scuole di magia bianca per i bambini. Una cosa devastante. Satana vuole togliere i bambini a Gesù e ce la sta mettendo tutta".
(da Il Resto del Carlino 24-12-02)


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