Non ho mai dubitato di possedere doti "profetiche", perlomeno nel senso di vederci abbastanza chiaro sulla situazione attuale: se è per questo, sono sempre stato abbastanza certo anche del fatto di non essere il solo, oramai, a pensarla "a modo mio".

Circa due mesi fa, avevo auspicato la creazione di un partito laico che rifuggisse veramente dal compromesso con Chiesa e organismi ammanicati; che tale partito fosse comunque "tollerante" o meno nei confroni delle religioni in sè per sè, ciò non avrebbe costituito un problema, purché si parli anticipatamente chiaro e senza sorprese. Pino Nicotri, notissimo giornalista de L'Espresso ed autore di svariati libri-inchiesta su Chiesa e dintorni (nonché conterraneo del sottoscritto), pare voler dare corpo ad un'idea che in fondo ronzava per internet proprio da quando il sottoscritto ha iniziato a parlare della necessità di costituire un partito veramente laico (ricevendone soltanto biasimo e derisione, dato che io non sono certo un personaggio famoso; e poi, io sono "estremista"...). Le mie "preghiere" sono state dunque esaudite, sebbene non del tutto.

Nicotri ed altri tre fondatori (incluso il caro amico Enrico Galavotti), hanno dunque dato le basi a Democrazia Laica: il loro programma è tollerante, e dice apertamente d'esserlo, diversamente da Democrazia "Atea", che sulla carta avrebbe dovuto intavolare acerrime battaglie senza quartiere contro le superstizioni religiose (cristianesimo in primis), per poi ridursi a dire (tra le quattro mura del "direttivo") che "eliminare le religioni è impossibile e criminale", in quanto sarebbero "espressione della spiritualità umana". Da un partito con un nome del genere, ti aspetti quantomeno che propugni lotta senza compromessi contro qualsiasi superstizione organizzata: e invece no.

Democrazia Laica pare esser nata proponendosi di contrastare l'ingerenza ecclesiastica pur senza venir meno alla "libertà di credere": sebbene il sottoscritto non possa certo concordare con tale presupposto liberalistoide, evidentemente derivato da una visione anch'essa incompleta (incongrua con quella dell'ateismo etico, secondo la quale nessuna religione avrebbe ragione d'essere, essendo di per sè dimostratamente nociva in quanto falsa), debbo comunque prendere atto che qualcosa si stia muovendo veramente, e che la gente abbia capito dove stia la vera origine dei problemi del paese. Che riescano a risolverli o meno, a questo punto diventa davvero un altro paio di maniche.

Contemporaneamente, l'amico Salvatore Veneruso, ex membro di Democrazia Atea, sta portando avanti un progetto analogo, di cui fornisco il link su Facebook.

Mi compiaccio dunque del fatto che quantomeno la denominazione iniziale da me auspicata sia stata ripresa e corporificata finalmente da qualcuno che ne ha compresa la validità: auspicherei che si formi un'alternativa sicuramente molto più coerente e di chiare parole rispetto ad "altre" e che qualcosa si svegli finalmente in questo stranissimo paese.

Speriamo bene: non vorrei auspicare pure una "Democrazia Italiana", o qualcos'altro di più coerente col principio che nessuna religione abbia ragione d'essere.
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