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L'ex parroco di Lipari, Alessandro Restuccia, 88 anni, è stato condannato a 15 anni di carcere dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), per abusi sessuali nei confronti di un bimbo che all'epoca dei fatti aveva 5 anni.
Assieme al sacerdote, sospeso dalle autorità ecclesiastiche sin dall'avvio dei procedimento, è stata condannata a 5 anni la sua perpetua, F.G., madre del minore, una 47enne di origine francese che, secondo le accuse, avrebbe consentito al prete di violentare il piccolo tra il 1996 e il 1998, durante le assidue frequentazioni in parrocchia.
Fu l'ex marito della donna, un pescatore del posto, a denunciare gli abusi dopo le ammissioni del figlioletto.
(da Affari Italiani 24-11-06)


Rapita nel 1991 si presenta dalla polizia (...) I rapitori sono Phil e Nancy Garrido, 58 e 55 anni, descritti da chi li conosce come "persone normali" (...) Non solo Phil Garrido ha rapito 18 anni fa Jaycee Dugard, ma l'ha confinata in un rifugio segreto e da lei avrebbe avuto due figlie (...) La sconvolgente vicenda emerge martedì quando Garrido entra nell'Università di Berkeley per distribuire opuscoli religiosi. La sicurezza del campus lo ferma per un controllo scoprendo che ha precedenti penali per violenza sessuale ed è in libertà vigilata (...) Garrido, oltre alle sue perversioni, era noto per i comportamenti strani. Predicava il ritorno alla religione e sosteneva di essere in grado di controllare il suono con la sua mente.
(da Corsera 27-08-09)


"Se non ci state, vi sbatto fuori". Secondo l'accusa erano queste le minacce rivolte da un sacerdote di 81 anni a diversi ospiti dell'Arcobaleno, a Villamarina, frazione di Cesenatico. Don Giuseppe Giacomoni aveva fondato quest'associazione, la presiedeva e pare la gestisse con fini tutt'altro che umanitari. Nel suo mirino ci sarebbero almeno cinque ospiti della struttura, fra cui una donna, che avrebbe costretto a prostituirsi dietro quel ricatto. Chi si rifiutava veniva espulso, si doveva cercare un'altra sistemazione, non facile da trovare, tantopiù che lo stesso sacerdote offriva a polizia e carabinieri referenze negative.
"L'Arcobaleno - spiega Oscar Ghetti, capo della Squadra Mobile della Questura di Forlì - ospita persone indigenti: italiani e stranieri, anche minori; donne che hanno bisogno di assistenza, detenuti agli arresti domiciliari. È accreditata a livello regionale, anche al Tribunale per i minorenni di Bologna". Gli inquirenti hanno prove inequivocabili sul caso di un ragazzo di 16 anni che dall'ottobre dell'anno scorso all'agosto di quest'anno era sistematicamente sottoposto agli abusi sessuali del prete e del "commendator Roberto", al secolo Giuseppe Farnedi, 62 anni. È il titolare del ristorante La Scogliera, a Pineta Zadina, uno dei locali più noti della riviera di Cesenatico. L'adolescente è stato affidato a un'altra comunità.
Parroco supplente a Ruffio, frazione di Cesena, Don Giacomoni è stato arrestato per violenza sessuale, induzione e sfruttamento della prostituzione (anche minorile), mentre il commendator Farnedi deve rispondere di violenza sessuale ai danni di minore. In manette anche un romeno di 25 anni, Dan Joan Cilean, per concorso in sfruttamento della prostituzione: era incaricato di trovare clienti per prestazioni sessuali degli ospiti al prezzo tra i 100 e i 200 euro, consumate a Gatteo Mare, al sesto piano di uno dei palazzi di proprietà dell'Arcobaleno.
(da Il Tempo, 12-10-06)


Si era tolto l'abito talare, l'aveva riposto in macchina ed era in procinto di incontrarsi con una transessuale a Valle Giulia, a Roma. Fermato da alcuni poliziotti per un controllo, ha cercato prima precipitosamente di fuggire, tamponando così tre vetture. Poi, quando i poliziotti sono riusciti a raggiungerlo, li ha aggrediti, tanto che gli agenti si sono dovuti far medicare in ospedale. Il prelato ora dovrà rispondere al magistrato, a cui sono stati inviati ieri gli atti, di oltraggio e resistenza.
L'uomo, che risiede in Vaticano nella Casa di Santa Marta (la residenza che ha ospitato i cardinali per la scorsa elezione del Papa) era nella sua auto, una Ford Focus. La vicenda risale alla notte di giovedì. Il monsignore è stato fermato da una volante della squadra mobile della capitale. Ad insospettire i poliziotti era stato l'atteggiamento del sacerdote che, forse sorpreso dalla richiesta di controllo, si è spaventato ed è fuggito.
Secondo il rapporto della polizia trasmesso in procura, il monsignore aveva riposto l'abito talare nella vettura. Il sacerdote avrebbe ammesso che era in quella zona, nota a Roma come luogo scelto per la prostituzione maschile e le trans, per incontrare a suo dire "solo maggiorenni e non minorenni".
(da La Repubblica 13-05-06)


Comunità cattolica in subbuglio, in Sud America, dopo la scoperta di un atroce delitto compiuto da un sacerdote messicano a poche ore dalla celebrazione della Messa di Pasqua. Il prete reo confesso, della parrocchia di Nezahualcoyotl, ha ammesso di aver strangolato e fatto a pezzi una donna, sua amante da tempo, che gli aveva confessato di aspettare un figlio da lui. A divulgare la notizia, il ministro della Giustizia dello Stato di Mexico. Cesar Torres, questo il nome dell'omicida 42enne; la vittima è invece la 22enne Veronica Andrade Salinas, già madre di due figlie. Il prete, dopo aver mutilato il corpo della sua giovane vittima, lo ha nascosto in sacchetti di plastica poi abbandonati vicino a un cimitero. Torres nei prossimi giorni verrà formalmente incriminato.
(da AGR 20-04-06)


Un sacerdote in fuga d'amore a Palermo. È don Massimiliano Cerilli, 34 anni, parroco di San Filippo Neri, alla periferia occidentale della città, che ha lasciato una settimana fa la vita sacerdotale per intraprendere una storia d'amore con una giovane parrocchiana, della quale si sa solo che ha 26 anni. A dare la notizia oggi è il Giornale di Sicilia, secondo il quale la ragazza, per non alimentare la relazione proibita, si era allontanata da Palermo e dalla Sicilia, ma questo non è servito.
Tutto è cominciato l'anno scorso quando, dopo il pensionamento di don Domenico Galizzi, il prete aveva cominciato ad organizzare le attività ecclesiali, e fra le fedeli più attive c'era la ragazza. Il prete ha deciso di uscire dalla congregazione a cui appartiene, quella del "Verbo incarnato", ed ha fatto perdere le sue tracce. Il superiore provinciale della congregazione, padre Fernando Vicchi, saputa la notizia si è recato a Palermo.
"Abbiamo saputo da lui quello che è accaduto — ha detto monsignor Salvatore Di Cristina, vescovo ausiliare di Palermo — adesso è padre Vicchi il responsabile della parrocchia. Siamo molto dispiaciuti per quello che è successo. Lo Zen è un quartiere con moltissimi problemi; una cosa del genere davvero non ci voleva".
(da AGI 21-07-05)


Forse non si aspettava che una vicenda accaduta un po' di tempo fa riemergesse inseguendolo fino nella sua casa di Milano. M.P., sacerdote di 44 anni, ha ricevuto dalla polizia di Siracusa un ordine di arresto: l'accusa è violenza sessuale, lesioni e minacce nei confronti di una ragazza madre di tre bambini, oltre a intimidazioni nei confronti del suo compagno. Il prete attualmente lavora nel capoluogo lombardo ma i fatti che gli contestano risalgono ad un periodo tra il settembre del 2003 e l'ottobre 2004, quando invece svolgeva la sua "opera" a Siracusa. Ed è stata la Procura della città siciliana ad avviare le indagini su denuncia della donna e, in collaborazione con la Questura di Milano, a far partire l'ordine di arresto.
Nel periodo in cui si trovava in Sicilia il prete ottenne l'affidamento di una ragazza madre, con tre figli a carico e una situazione disperata. Era diventato il suo tutore, lavorando ad un progetto rieducativo per il recupero dei minori della città. Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dagli inquirenti il religioso si sarebbe trovato in una situazione di forza rispetto alla ragazza, e ne avrebbe approfittato. A lui infatti toccava redigere di volta in volta dei rapporti nei quali dava un giudizio sui progressi fatti dalla donna e sulla sua capacità di badare ai suoi figli. La minaccia quindi era quella di esprimere un giudizio negativo se lei non si fosse piegata alle sue richieste sessuali e ad atti di natura anche violenta. E per la paura che gli venissero tolti i figli la ragazza ha ceduto al suo tutore.
(da L'Unità 01-06-05)


La clientela era selezionata: avvocati, commercianti, qualche imprenditore e almeno un sacerdote. Tariffa minima: 150 euro, che diventavano dieci volte per un intero week end di sesso [...] Sesso a tassametro, solo a domicilio, solo per pochi eletti. L'inchiesta di Ubaldo Del Monaco, comandante dei carabinieri di piazza Dante e del suo staff investigativo è durata un anno e si è conclusa con otto ordini di custodia cautelare [...] Tra le nove giovani donne interrogate dai militari, quattro erano minorenni: tre sedicenni e una diciassettenne.
(da La Repubblica 20-01-05)


Sarebbe già al vaglio della Curia di Caserta il caso del prete reggente una parrocchia del capoluogo finito nelle grinfie (e in una foto) di un gruppo di giovanissimi rumeni a caccia di soldi per sfamarsi. Ruota tutto attorno ad una fotografia che testimonierebbe un incontro a luci rosse tra un prete ed alcuni giovani rumeni l'inchiesta che ha portato all'arresto, venerdi scorso, di quattro immigrati della Romania tutti fra i 20 e i 22 anni [...] Altri due, sono attivamente ricercati e sarebbero gli autori della tentata estorsione ai danni del sacerdote, il parroco M.T. che regge una parrocchia del capoluogo.
Quest'ultimo avrebbe denunciato i due giovani che qualche giorno prima si erano presentati in chiesa chiedendo un aiuto economico e da mangiare: successivamente si sarebbero invece rivelati i suoi ricattatori. La foto, stando alla versione del sacerdote, sarebbe stata scattata da uno dei due giovani mentre il sacerdote si trovava sotto l'effetto di un narcotico somministrato dai suoi aguzzini. Per il loro silenzio, avrebbero chiesto al prete una consistente somma di danaro [...]
Nella rete sono finiti anche altri due rumeni che erano scesi dal treno per incontrarsi con i due connazionali e che si sarebbero dichiarati estranei alla vicenda. Gli altri due, invece, avrebbero ammesso di essere stati incaricati da due conoscenti a portare in stazione una busta contenente la prova del ricatto.
(da CasertaSette 24-09-04)


Fuga d'amore e scandalo in convento: una suora e un monaco, entrambi dell'ordine benedettino, sarebbero fuggiti insieme abbandonando i rispettivi conventi. La notizia, pubblicata dal quotidiano locale Ottopagine, raccoglie quello che con sempre maggiore insistenza circolava da giorni a Mercogliano, il centro turistico ai piedi del Partenio nel cui territorio e' incardinata la diocesi di Montevergine [...]
Suor Pompea, questo il nome della religiosa, 40 anni, insegnava presso la scuola materna di Mercogliano ed era molto conosciuta ed apprezzata dai genitori dei bambini mentre il monaco benedettino, di cui si conosce soltanto l'età, trent'anni, sarebbero fuggiti insieme dieci giorni fa.
Né la superiora del convento, né l'abate di Montevergine, monsignor Tarcisio Nazzaro, commentano la vicenda, anche se dal convento delle religiose viene confermata la circostanza che suor Pompea ha lasciato le consorelle per raggiungere la propria famiglia: la suora, spiegano al convento del Loreto "avrebbe avuto un ripensamento vocazionale".
(da Il Giorno 11-09-04)


Non è uno sciopero ma una vacanza in piena regola. Le prostitute di Botasani, città della Romania hanno deciso che in concomitanza con le festività pasquali i clienti rimarranno delusi: tutte le attività saranno sospese. E non è una scelta compiuta soltanto per una questione legata al riposo, ma un reale attestato di cristianità. Le lucciole lasceranno le loro camere d'albergo e le strade nel giorno di Pasqua per andare in chiesa. Una sorpresa per tutti, a cominciare dal parroco della città che è rimasto addirittura a bocca aperta quando ha sentito alcune prostitute chiedere di essere confessate.
Una delle ragazze, Luminita, ha provato a spiegare ad un quotidiano locale i motivi della redenzione di massa. "I clienti — dice la lucciola — sono molto pochi durante queste festività. Devono risparmiare per portare la famiglia in vacanza. Così abbiamo deciso di non lavorare e di sistemarci un po' l'anima".
E a chi si indigna per la troppo disinvolta redenzione delle prostitute, risponde senza giri di parole Mirela, la più anziana del gruppo. "Perché mai noi non potremmo essere considerate normali fedeli? D'altra parte — sottolinea la prostituta — svolgiamo un'attività come un'altra. Il nostro è solo un lavoro, niente più".
(da TgCom 08-04-04)


Un sacerdote cattolico ha ammesso, dinnanzi ai fedeli in lacrime, d'aver rotto il voto di celibato, dando al mondo due figli e mantenendo segretamente una famiglia. Le notizie sulla pubblica confessione di padre Oscar Ornopia giungono in un periodo difficile per la religione dominante delle Filippine, a causa delle recenti lamentele su casi di abusi sessuali compiuti da sacerdoti, tra i quali un vescovo. Prima di dire messa, Ornopia fece la sua confessione e chiese perdono ai fedeli, come ha testimoniato Victor Maliluya, presidente di un concilio pastorale locale. "Sento di non essere più degno di dire messa dopo ciò che è accaduto", ha aggiunto Ornopia; che non indossò l'abito cerimoniale.
(da CNN 09-07-03)


Lei infermiera di Trento si travestiva da suora per compiacere le sue perversioni, lui un sacerdote di Parma pagava fino a 500 euro a prestazione. Scenario della scabrosa vicenda una casa d'appuntamenti di lusso nella Verona bene...
Gli agenti della squadra mobile hanno trovato "attrezzi del mestiere" come borchie, guinzagli, catene, vibratori, maschere, fruste; ma anche morsetti per le batterie dell'auto e un abito da suora, quello usato dall'infermiera trentina, la quale ha raccontato alla polizia che il sacerdote pretendeva che si travestisse da suora e lo picchiasse. Nel giro delle squillo di Via Porta Nuova (centro di Verona) sono finiti anche calciatori e vip: tutti accomunati da un bel mandato di comparizione in caserma e vizi particolari.
(da TgCom 20-05-03)


Entrambi i religiosi non appartengono alla Diocesi di Tortona (dalla quale dipende l'Oltrepò pavese) ma il verdetto è stato emesso dal tribunale di Voghera in quanto gli episodi si sarebbero verificati proprio nella città dell'Oltrepò. Il sacerdote, secondo l'accusa, avrebbe fatto leva sul suo ruolo di confessore.
La suora è rimasta sconvolta dal comportamento del prete, ha sopportato a lungo ma alla fine ha riflettuto e deciso di riferire tutto all'autorità giudiziaria. E così l'inchiesta è stata avviata. Le molestie sessuali si sarebbero verificate durante i colloqui di carattere spirituale tra i due religiosi.
(da La Nazione 27-04-01)


Una notizia che non mancherà giustamente di fare grande scandalo. Un prete e suora sorpresi a far sesso in auto, sono stati condannati da un Tribunale del Malawi, per aver turbato la quiete pubblica. I due religiosi si erano appartati in un'auto parcheggiata con i vetri oscurati, senza però riuscire a ingannare i passanti che hanno immediatamente avvisato la polizia. Il prete e la suora, colti in flagrante, sono stati portati in cella.
Sei mesi di lavori forzati per entrambi è stata la pena inflitta dal tribunale che li ha riconosciuti colpevoli di turbamento della quiete pubblica. Ancora non è chiaro, invece, la presa di posizione della Chiesa cattolica che, sull'accaduto, ha preferito non commentare. L'auto sulla quale i due si erano appartati aveva sì i vetri oscurati, ma il movimento della macchina è stato definito dai passanti "molto divertente".
(da TgCom 30-07-04).

La Stampa così commenta all'accusa di disturbo della quiete pubblica: "Cosa facevano? Barrivano, bramivano, ululavano?". Divertente, e sintomatico: due religiosi accusati di copulare in pubblico, sono sempre più giustificati di due vili comuni mortali
Così Buttiglione: "Abbiamo fatto bene a portargli la nostra Civiltà, a quei popoli barbari e selvaggi, così imparano a poco a poco a comportarsi nel rispetto della morale, e diventano come noi...".


Sono gli ingredienti di una storia ancora tutta da sviscerare, finita sotto la lente del magistrato Michele Incani. Protagonisti due sassaresi, I. S., 25 anni, e P. S., 35, e un prete di frontiera, conosciuto da tutti per impegno e battaglie sociali, in difesa dei suoi parrocchiani.
A dispetto delle mezze ammissioni iniziali, potrebbe essere rimasto vittima di una congiura, architettata da due malviventi col vizio delle registrazioni proibite, video e audio. Le indagini si sono chiuse con due indagati per tentata estorsione. I fatti sarebbero stati commessi fra il 6 e il 24 ottobre dello scorso anno.
È un giorno d'autunno quando il prete viene avvicinato da P. S.: è lui che ha il compito di battere cassa per quel peccato dentro il confessionale. «Abbiamo le prove dei tuoi giochetti hard, è tutto in una cassetta audio. Se non vuoi scandali sborsa 5000 euro con vaglia on line. Altrimenti divulgheremo il contenuto delle registrazioni e per te sarà la fine».
Il prete non si scompone, nemmeno quando viene sentito dai carabinieri. Sulle prime sembra ammettere che ci sia stata una relazione occasionale fra lui e quello che ora è diventato il suo ricattatore. In un momento successivo viene sentito dal magistrato. Negli uffici di via Roma avrebbe fatto marcia indietro.
Dai carabinieri si è confuso, voleva soltanto andare via il più in fretta possibile, la mente sconvolta dall'enormità delle accuse e dalle possibili conseguenze. No, quella cassetta non può esistere perché fra lui e quel ragazzo non c'è mai stato nulla. Quindi passa all'attacco e denuncia di essere rimasto vittima di due delinquenti. Il lavoro del magistrato non è semplice.
(da Unione Sarda 20-03-04)


Don Giuseppe Noto, parroco a Castelvetrano, un paese in provincia di Trapani, lascia la Chiesa per andare a vivere con la donna che ama. Di possibilità che torni sui suoi passi, che ritorni cioè a svolgere il suo ministero dopo la "fuga" d'amore con l'ex fidanzata di un amico, conosciuta in parrocchia, non sembrano essercene.
Il sacerdote ammette tuttavia di avere compiuto degli errori: "Alla luce dei fatti, tornando indietro e con il senno del poi, avrei agito diversamente. Non sarebbe cambiata la sostanza ma la forma sì, sicuramente. Avrei dovuto avvertire prima di tutto il vescovo e spiegargli i motivi della mia scelta".
(da La Sicilia 04-06-04)


Fatale per una giovane donna di Gela (CL) frequentare la parrocchia. La donna, una trentacinquenne sposata e madre di tre figli, si è innamorata del prete e ha avuto con lui una relazione durata due anni.
Il marito, un operaio, anche lui credente e praticante della stessa parrocchia, scoperta la relazione ha ripudiato la moglie portandola in tribunale. Al termine della "guerra coniugale" i figli sono stati affidati al padre. Alla donna infedele niente casa né assegno di mantenimento.
(da La Sicilia 07-08-04)


Un extracomunitario voleva soldi. In caso contrario avrebbe divulgato sexy-foto con loro due protagonisti. Un cappellano sotto ricatto, ma il prete s'è rivolto ai carabinieri, che hanno arrestato l'immigrato per tentata estorsione.
E la coscienza? Con la giustizia dovrà cavarsela il marocchino, che è accusato di estorsione ed è stato anche in galera. Ma il prete dovrà vedersela direttamente con Lui, lassù. Perchè se per gli uomini è reato fotografare un cappellano in pose hard per poi ricattarlo, immaginiamo che il Padreterno non sia per niente orgoglioso di sapere che un suo sacerdote si porta a casa di sera un nordafricano incontrato sul sagrato della chiesa per guardare una videocassetta porno.
Protagonisti di questa storia un sacerdote, don Nico, originario della provincia, dove è stato per anni in una parrocchia, e adesso vice parroco nel veronese, e un magrebino Y.S. ventiseienne, operaio. Il giovane straniero, assistito dall'avvocato Fabio Targa, è comparso davanti al giudice monocratico che lo ha scarcerato. Nella motivazione il giudice dice che il prete ci ha messo anche del suo per far nascere questa squallida vicenda.
(da Il Gazzettino 22-07-04)


Un frate dei Servi di Maria, al secolo Mauro De Santis, 67 anni, è stato arrestato per violenza sessuale a Marina di Carrara, dove reggeva la parrocchia della Sacra Famiglia. Il religioso è agli arresti domiciliari a Firenze, nella Casa provinciale del suo ordine.
Secondo l'accusa, le donne straniere clandestine, che si rivolgevano al sacerdote per un'occupazione, venivano costrette a concedersi sessualmente in cambio di promesse di lavoro. L'arresto è scattato dopo la denuncia di alcune donne (sembra cinque) e tre mesi di indagini.
(da CorSera 19-03-03)


Prete e omosessuale. E per questo ricattabile. Uno zio e un nipote di Castelfranci, un comune in provincia di Avellino, hanno messo a punto un piano per riuscire a fare soldi sfruttando la debolezza del parroco del paese. Quando i carabinieri li hanno arrestati, hanno trovato anche le prove del ricatto che i due avevano incominciato a mettere in atto.
B.C., il nipote di F.S., ha 19 anni. Da qualche mese, secondo le indagini, aveva una relazione con il parroco cinquantenne del piccolo paese irpino. Relazione più che clandestina e più che pericolosa per il prete. Tanto pericolosa che lo zio del giovane, sempre secondo gli investigatori, avrebbe suggerito al nipote di scattare una foto durante un momento di intimità tra lui e il sacerdote.
Dopo qualche settimana cominciano le richieste di denaro: per non divulgare quella fotografia, zio e nipote pretendevano 100 milioni. Altrimenti? Altrimenti, il ricatto più pesante: la foto sarebbe stata posta su un volantino e affissa in ogni angolo del paese. La foto del prete con il giovane e una sola scritta: "Ecco il vostro parroco". A questo punto, il prete si rivolge ai carabinieri di Montella e scattano le indagini. Il procuratore capo della Repubblica di Sant'Angelo dei Lombardi, Mario Pezza, chiede l'arresto dei due presunti estorsori. Il gip convalida la richiesta. Il ragazzo ottiene gli arresti domiciliari, lo zio finisce in carcere. Nel corso delle perquisizioni in casa dei due è stata ritrovata la foto compromettente e 14 volantini pronti per essere affissi.
(da Repubblica 05-08-00)
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